DESCRIZIONE GENERALE
Vasto il territorio extraurbano, con la presenza di numerose masserie, oggi prevalentemente disabitate, tra cui si segnala la masseria Tramacere.

Le origini cittadine sono fatte risalire per tradizione all'epoca romana, quando si stabilì nella zona il centurione Leculo, il quale eresse una villa da cui sorse poi un villaggio. Studi più attendibili tendono invece a fare risalire le origini del Comune ad un insediamento di centurioni romani: dal simbolo dei legionari sarebbe derivato il nome del paese, a seguito della caduta della vocale "a" (da "Le aquile" a "Lequile").
ATTRATTIVE TURISTICHE
Fulcro della vita sociale è la centrale Piazza San Vito, sulla quale si affaccia il palazzo sede del Comune.
La cittadina annovera numerose testimonianze architettoniche del barocco leccese, tra le quali spiccano il Convento dei Francescani, tipico convento della riforma francescana costruito tra il 1613 e il 1619 ed adorno di pitture seicentesche.

La Chiesa di San Nicola o del Redentore a croce greca che presenta un'ammirevole facciata seicentesca, su cui si ergono un grande arco ed une cupola ottagonale rivestita di piastrelle maiolicate policrome. La Chiesa Matrice è sormontata da un'ampia cupola ed è fiancheggiata da un campanile a cinque piani, completato dall'architetto Russo di San Cesario nel 1896, decorato con bifore, sormontato da un cupolino a forma piramidale. La Chiesa barocca di San Vito, dedicata al santo martire nonché patrono della città, costruita tra il 1661 ed il 1670 su progetto di Salvatore Miccoli. Si ricorda di essa l'imponente cupola a ceramiche finemente colorate e le nove grandi tele, che rappresentano storie di Santi.
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Il Frantoio Ipogeo, in origine collocato fuori dal nucleo urbano, è attualmente posto sotto il monumento ai caduti, in via S. Basilio, nella piccola frazione di Dragoni. Costruito probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo, è un esempio della culturale rurale e contadina di Lequile.La Colonna situata nella piazza principale, sormontata da una statua di San Vito, scolpita in Pietra leccese nel 1694 dal sindaco dell'epoca Oronzo Rossi, sul modello del barocco napoletano. Essa ha pianta piramidale e termina con la statua del santo protettore di Lequile.
Nel Comune è inoltre presente un menhir detto "Aia della corte"" , a dimostrazione che la zona fu abitata sin da epoche remote dall'uomo.